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Dr. Hasan MahdaviCardiologia interventistica
ROTA

Aterectomia rotazionale (Rotablazione)

Levigare il calcio durissimo con una fresa diamantata per aprire la strada a palloni e stent.

Che cos’è?

La rotablazione utilizza una piccola fresa ellittica rivestita di diamante che ruota ad altissima velocità, polverizzando la placca calcifica in particelle microscopiche eliminate naturalmente dal circolo.

A chi serve?

Lesioni severamente calcifiche che un pallone — o persino un microcatetere — non riesce ad attraversare o dilatare.

Come si esegue?

Dopo il posizionamento della guida dedicata RotaWire, la fresa avanza a circa 140.000–180.000 giri/min con passaggi brevi e delicati. Seguono ulteriore preparazione e impianto dello stent.

Prima della procedura

Valutazione accurata della funzione cardiaca e renale; nei casi ad alto rischio può essere pianificato un supporto meccanico.

Dopo e recupero

Di solito una notte di monitoraggio in unità coronarica, poi recupero come dopo angioplastica.

Rischi e sicurezza

Eseguita da un team esperto. Slow/no-reflow, perforazione o intrappolamento della fresa sono rari ma importanti e ridotti al minimo con la tecnica corretta.

Domande frequenti

Rotablazione o IVL?

La rotablazione rimuove placca ed è essenziale per lesioni non attraversabili; l’IVL frattura il calcio in sede. A volte si combinano.

Serve l’anestesia generale?

No, di solito bastano anestesia locale e sedazione.

Questi contenuti non sostituiscono la visita medica. In caso di dolore toracico o grave mancanza di respiro chiamare subito il numero di emergenza.

Catalogo dispositivi per questa procedura